Dove inizia la ricerca della perfezione?

bambini in classe

Mi sono messa comoda sul divano ed ho iniziato a sfogliare i miei diari. Letto e riletto le pagine e mi sono resa conto che dare un inizio a tutto è abbastanza complicato…. oltre al fatto che è molto divertente vedere per cosa mi prendevano spasmi e crisi esistenziali.

Forse posso dire che la ricerca della perfezione inizi proprio tra le mura di casa..quando, almeno la sottoscritta, cercava in ogni modo di fare contenti i genitori a scuola, e non solo…

La bambina perfetta, sempre linda e impeccabilmente pettinata e con il grembiulino bianco che andava a scuola e dava la massima attenzione alla maestra.

Mi ricordo di aver sfoggiato  con orgoglio gli stampi con rossetto che una “originale” maestra di elementari ci dava per premiarci per un compito fatto particolarmente bene. Baci con rossetto che venivano stampati anche sui fogli protocolli dei temi fatti a casa sotto il voto “Ottimissimo“.

Perché ci si mette in testa di voler esser essere la figlia perfetta non saprei. E neanche se la perfezione consciamente fosse quello che cercavo … in realtà quello che volevo era l’approvazione dei miei genitori quindi mi comportavo di conseguenza.

Cosa che naturalmente è durata poco.

Finite le scuole elementari e uscita dalla classe modello della scuola, l’unica classe che usciva in fila per due al suono della campanella, che ascoltava le lezioni con braccia incrociate sul banco senza fiatare…ecc… (le mie amiche ancora mi prendono in giro!!), finisce tutto.

Mi ritrovai alle scuole medie con nuovi amici, professori che guardavano un pò di meno le capacità particolari di ognuno, ma l’andamento generico, e se non eccellevi in tutto eri considerato mediocre.

Finì così il mio momento da “studentessa speciale”, i fogli protocolli con timbri premio vennero archiviati in un armadio, e iniziarono i ricevimenti con professori che un pò annoiati dicevano ai genitori “Sì signora la ragazza si impegna….” oppure “Potrebbe fare di meglio se…..”

Ammetto di non essere cambiata diventando un essere ribelle, ma cominciavo a percepire quel prurito alla schiena che ti fa prendere la fantasia di imboccare una strada diversa.

Ora come ora per prima cosa guardo indietro con affetto a quella insegnante delle elementari, vero generale, ma in grado di farsi amare e darsi al 100% all’insegnamento. Un pò meno affetto nutro per l’altra insegnante delle medie che invece con tono scocciato disse a mia madre…”sua figlia al massimo un tecnico”.

A parte dire alla meravigliosa insegnante che la sottoscritta alla fine si è laureata!!!! e non ha fatto il tecnico!! Sarebbe da chiederle se l’hanno costretta a fare la professoressa e se si renda conto di quanto possa influire sui ragazzi un giudizio secco di questo genere.

La partenza delle scuole è sicuramente un momento fondamentale.

Con il senno di poi e qualche anno in più sulle spalle direi proprio che le chiacchiere di alcuni individui non contano nulla, bisognerebbe sapere dalla nascita come riconoscere le persone che contano e le cui opinioni valgano qualcosa.

La scuola è più semplice di quanto possa sembrare, anche andare bene è più facile di quello che si crede, il problema è che ho sempre capito il meccanismo alla fine del ciclo 🙂 quindi logicamente il galleggiamento è sempre stato altalenante.

Ora che conosco il meccanismo delle “interrogazioni organizzate” sarebbe tutto più semplice…. che classe di furbi avevo al 4°/5° superiore!!!

Comunque ricercare di essere la studentessa modello non serve…. in fin dei conti ai genitori importa una pagella senza voti insufficienti, e che li prendi stando a braccia conserte dritta come un bastone in classe, o fai confusione  e studi solo al momento giusto non gliene importa nulla.

Capito questo e incontrate le amicizie giuste…. il resto è stato tutto più facile… anche se poi ogni tanto si ricade sempre nel cercar di essere quello che non si è!!

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