Calcio o danza classica? Una scelta che ti etichetta

calcio o danza

L’altro giorno guardavo il tg e mi è capitato di ascoltare una notizia: una ragazza in America che giocando a basket era diventata tanto in gamba da invogliare le squadre maschili ad acquistarla e quindi farla entrare nel tempio maschile dello sport.

Rimanendo lì fissa a guardare lo schermo mi sono ripassate in mente le immagini di me ragazzina, e dopo di me mia sorella o qualche altra amica, che adoravamo il calcio, ma non trovavamo nessuno per giocare. L’unico modo per convincerle lo trovai alle superiori quando prendendo un paio di tipe che mi sembravano meno gatte morte delle altre, le feci unire alla squadra dicendo semplicemente: “così perdete qualche ora di lezione”.

Non mi chiedete perché scegliere quale sport fare ti porti ad essere etichettata, so che la danza classica mi annoiava mentre il calcio mi faceva divertire. Inutile dire che le bistecche di lividi che riportavo per ogni partita non facevano cambiare idea a mia madre sul fatto che non era proprio uno sport per ragazze.

Perché dare due calci ad un pallone ti rende meno donna  che camminare sulle punte?

Ora le cose sono un pò cambiate: mia nipote ha potuto giocare in una squadra di calcio mista…naturalmente di bambini di 10 anni circa, ma sicuramente anche ora lei è considerata come sua zia e sua madre una maschiaccia!!

Altro consiglio parlate poco di calcio, e se lo fate con i dovuti modi….perchè urlare contro l’arbitro che non ha dato il calcio di rigore alla vostra squadra sbraitando parole irripetibili, non è da donna perfetta, ma solo imperfetta.

Quindi..cerchiamo di capire: la donna perfetta non gioca a pallone, ma fa danza classica o tennis, o pattinaggio o ginnastica artistica. La donna perfetta ascolta gli uomini che parlano di calcio senza annoiarsi, ma non ne parla animatamente….altrimenti non ha classe….aaa dimenticavo….mentre guarda la partita, per fare compagnia al suo uomo, e non perchè le piaccia, lo fa con il trucco perfetto e le gambe accavallate senza scomporsi minimamente ad un goal mancato.

Vi è chiaro il concetto? Io naturalmente parlo non da donna che ha preso la strada giusta raccontandovi cosa c’è di positivo, ma da donna imperfetta che ha “fatto tutti gli sbagli possibili” secondo gli standard contemporanei e non è stata mai considerata una donna di classe, ma al massimo una tipa simpatica, anche se lei direttamente non si è mai sentita meno donna solo per questo.

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