La giornata contro la violenza sulle donne: sensibilizzazione di chi?

violenza sulle donne

Ieri avrebbe dovuto essere una giornata dedicata alle donne, non di certo una festa, ma un giorno di “sensibilizzazione” su un problema che sembra non avere fine: la violenza sulle donne.

Sì ieri era la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, ed io scusate l’ho percepita come un lutto.

In una società che si vanta di predicare l’uguaglianza ed il rispetto per il sesso femminile non vedo nè una cosa nè l’altra.

Dall’inizio dell’anno in tv non so quante volte ho dovuto guardare con gli occhi gonfi storie di donne picchiate o peggio uccise da uomini che non accettavano un NO. Quante volte ho dovuto sentir parlare di stupri di singoli psicopatici o di gruppi di “animali”, perchè solo così possiamo chiamarli difendendo anche un sesso maschile che non merita di essere etichettato in toto.

Ma non dobbiamo arrivare all’omicidio per parlare di violenza, perché se anche nessuno vuole considerarle violenze  come definite il dover stare alla fermata dell’autobus in un angolo guardando esseri che rallentano scrutandovi dal finestrino? O addirittura che si fermano fischiando? O ancora la paura di percorrere una strada isolata, o dover sopportare i commenti ed i fischi se si passa avanti a uno o più uomini seduti ad un bar o su un muretto?

Potrei andare avanti in eterno eppure, anche se tutti li considerano episodi stupidi, sono questi episodi che limitano le nostre esistenze scatenando la paura. Paura di uscire liberamente, paura di molte donne di veder uscire le loro figlie di casa non sapendo chi incontreranno.

Questa è la violenza, più psicologica che fisica con cui tutti i giorni conviviamo che ci porta a non poter rispondere a tono a qualcuno che usa termini anche pesanti nei nostri confronti, dover sopportare a testa bassa nonostante lo spirito assolutamente indipendente che ci può contraddistinguere. Sì perchè non si sa mai chi puoi trovarti di fronte!!

E allora questa giornata mondiale a chi servirà? Psicopatici e stupratori si redimeranno e si vedranno delle merde quali sono? Assolutamente no!

Ed allora ecco che proprio oggi vado a leggere su un giornale: una ragazzina di 15 anni ha trovato il coraggio di denunciare un gruppo di aguzzini che da un anno la costringeva a rapporti sessuali a partire dal giorno in cui l’avevano stuprata in gruppo quando aveva solo 14 anni, quando l’avevano adescata su facebook.

Probabilmente neanche la galera farebbe qualcosa a quegli individui, niente li farebbe ricredere perché il loro concetto di donna è quello di UNA COSA CHE MI PRENDO QUANDO LA VOGLIO!.

E comunque verranno arrestati? Sconteranno delle pene serie o pagheranno una multa considerando che lo stupro in Italia ancora non è un reato grave?

L’unica pena sarà per quella ragazzina ormai segnata per tutta la vita a soli 15 anni.

Intanto facciamoci una domanda: la cultura è sbagliata, ma chi insegna quella cultura a quei ragazzi che crescono stupratori o maniaci possessivi, o uomini che non sanno incassare un no?

La televisione? I giornali? La famiglia?

La tempesta di informazioni che ci invade ormai ci rende quello che siamo, ma noi dovremmo essere in grado di filtrare quello che riceviamo e distinguere il giusto da ciò che è sbagliato.

Purtroppo però l’immagine di una donna oggetto ci viene da troppi canali: dalla televisione dove le donne sono sempre più nude ed insignificanti, dai social dove sembriamo quasi svenderci al miglior offerente, dalla strada, e dalle famiglie dove la donna a volte non sa dire la sua e l’uomo è padrone creando un modello.

Alle superiori un professore mi disse “gli uomini sono tutti potenziali stupratori” la presi a ridere eppure non è propriamente una stupidaggine.

Oggi un Tg o un articolo di giornale non fa in modo che l’uomo cambi e che la donna improvvisamente venga vista in modo diverso. La giornata mondiale contro la violenza sulle donne dovrebbe essere servita più che altro a sensibilizzare proprio noi donne.

Dovremmo usare più furbizia nel muoverci o nell’agire con gli uomini, ma dovremmo anche essere convinte che in caso succeda qualcosa dovremo trovare il coraggio di denunciare e farlo subito: e qui parlo di stupro, ma anche di violenza tra le mura domestiche.

Un uomo violento lo è e basta, se non sa tenere a freno le mani una volta non lo farà neanche la seconda e non cambierà per amore perché per amore non avrebbe dovuto neanche toccarvi.

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