Lo stress dell’orologio biologico

orologio biologico femminile

Non c’è niente da fare: nella mia vita sono anni e anni che sembro essere in ritardo!

Non parlo di ritardi negli appuntamenti per una sera fuori con le amiche, ma di ritardi con gli eventi della vita.

Secondo credenza comune dopo i 30 anni la donna so non ha ancora un uomo in automatico si fa prendere dalla mitologica crisi dell’Orologio Biologico che Tic-Tac-Tic tac le ricorda che è il caso si dia una mossa.

Ma cosa sarebbe questo Orologio Biologico?

 

Si usa un termine abbastanza fisico come “Biologico” per definire invece qualcosa di estremamente mentale e nonostante la cosa sia palesemente evidente non se ne rene conto nessuno.

Nell’accezione materiale questo Orologio scandirebbe le tappe della crescita del nostro corpo e, di conseguenza, anche dell’inevitabile deperimento.

Quindi, se la donna vuole rispettare la propria funzione di procreatrice del genere umano, deve darsi una mossa e, praticamente in 10 anni (tra i 20 e i 30), crescere, superare lo status di studente, trovare lavoro, divertirsi, fare le sue esperienze e, soprattutto, trovare un uomo per la procreazione della prole.

Dato che, ormai, le donne tra i 20 e i 30, sempre più spesso, a tutto pensano tranne che alla famiglia, il limite si è spostato intorno ai 35 anni.

Non lo penso io , ma, a quanto sembra, è un’idea che serpeggia anche tra gli uomini. Più di uno così si è espresso durante conversazioni annaffiate da birra: “Le donne tra i 30 e i 35 sono pericolose, vogliono fregarti, meglio pescare oltre i 36…lì sono rassegnate!

La prima volta che il mio amico mi buttò in faccia questa assurda verità rimasi allibita e iniziai a ridere isterica, ma in fondo è questo quello che facciamo credere.

Orologio biologico femminileMa perchè farsi prendere da questa fretta se ormai pullulano mamme quarantenni che testimoniano l’allungamento delle tempistiche? Non solo questo: ci sono fior fior di studi che sembrano provare che la fertilità in realtà non ha un crollo con il compimento dei 30 anni.

Semplice: le cause sono le pressioni esterne e di questo sono testimone.

Tra i 25 e i 30 in genere la domanda era “ma perché non trovi un uomo?” (come se gli uomini si trovassero sotto i cavoli).

Dopo i 30 la domanda si è trasformata ” Ma non hai proprio intenzione di farti una famiglia?“, e una volta che “trovi” un uomo” la domanda si trasforma ulteriormente in “Vabbè allora quand’è che fate un figlio?

Ora! Nessuno si è mai chiesto se è opportuno dare la luce ad un figlio solo per fretta?

Non è il caso di aspettare i tempi giusti, considerando che questi “tempi giusti” sono tempi personali non stabiliti in modo standard dalla società?

Vorrei farvi riflettere inoltre sul fatto che in genere non sono gli uomini a mettere fretta, ma siamo noi donne a “torturare psicologicamente” altre donne”.

Per quanto si urli all’emancipazione non ci sono dubbi: la donna rimane incastrata in un limbo tra i vecchi doveri e nuove mansioni, e metterle insieme sembra decisamente complicato, soprattutto perché noi stesse vorremmo tutto e subito fingendoci delle Wonder Woman che però ogni tanto esplodono in preda a stress ed isteria.

Non ho una ricetta curativa, anche perché io stessa non so come muovermi tra le tante idee di me che girano  nella mia testa e nelle teste di chi mi conosce.

Ma alla fine tutto verrà come dovrà venire e non credo che un “E’ ora che lo fai!” possa cambiare le cose né nella mia vita né tantomeno nella vostra.

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4 thoughts on “Lo stress dell’orologio biologico

  1. e se invece io ci credessi? voglio dire, io ho 28 anni e sono almeno 6-7 anni che sento questo ticchettìo…e non è una pressione sociale, è un mio bisogno che ho sempre avuto! il problema è che, anche se come nel mio caso hai un uomo accanto, non puoi convivere se lui non vuole, non puoi fare figli se lui non vuole. e il ticchettìo diventa sempre più frustrante e ossessionante, e non c’è modo di uscirne. io rispetto profondamente (e forse invidio un pò) quelle donne che decidono di non essere vincolate a questa idea di maternità, o che coscientemente ne prendono atto e vanno avanti per la loro strada, infastidite dalla pressione sociale. ma io purtroppo ci sto male davvero, perchè davvero sento che questo sarebbe tutto ciò che desidero dalla vita, avere un uomo e fare figli!!!!

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    1. Kam ognuno è quello che è. Personalmente ho espresso la mia idea e questo non significa di mettere per iscritto una realtà assoluta. Quello che ti posso dire è che non sei sola, molte donne hanno il tuo stesso disagio. La sottoscritta ti può dire di non angustiarti perché 28 anni non sono affatto tanti e hai tempo per soddisfare il tuo più che legittimo desiderio di una famiglia. Cerca di vivere il tutto con molta tranquillità perché torturarti non serve e se vuoi un figlio lo avrai. Ragiona con calma e vedi cosa è giusto per te. La mia riflessione era solo un modo per dire: ogni donna ha un suo ritmo e non è giusto che decida di avere un figlio solo perché ciò che hai intorno ti dice che è ora! Se questa è per te l’ora…sei un passo avanti la mia riflessione.

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