E un giorno rinasci freelance…o ci provi!

Sono scomparsa? Ebbene si, stavo cercando di mettere a posto molti pensieri quindi è inutile scrivere parole scomposte, meglio ragionare un pò.

Se vi devo dire i miei pensieri sono ancora tutti un pò attorcigliati visto che gli scompensi dell’esistenza negli ultimi anni mi hanno costretta a ricrearmi “a nuovo” praticamente 2 o 3 volte. Ora però il destino mi ha messo sulla strada… o meglio mi ha costretta.

Scrivevo per diletto e per passione, nei buchi tra lavoro e vita quotidiana.

Ora che il lavoro si è all’improvviso VOLATILIZZATO ecco che non ho più scuse: posso dedicare l’intera giornata alla mia passione e provare a tramutarla nel mio futuro.

diventare freelance

Ma sapete questo che significa?

Cosa significa secondo voi essere una freelance? Lo so io cosa pensate: lavorare quando ti pare e piace, organizzarti come vuoi…

Potrei elencare una serie di altri numerosissimi luoghi comuni che negli ultimi anni mi sono sentita “vomitare” addosso. Tra questi naturalmente c’è anche chi dice che non guadagnerò mai abbastanza, facendomi sentire una idiota a tentare la via, e dall’altra chi crede che da un giorno all’altra riuscirò a partorire uno stipendio, cosa che mi fa sentire lo stesso idiota per il non esserci ancora riuscita.

Allora vi posso dire che tutto è vero e contemporaneamente falso.

Non si nasce scrittori, non si nasce tantomeno scrittori per il web. Non si trova lavoro all’improvviso, ma come in qualsiasi lavoro in cui ci si mette in gioco, bisogna crearsi una rete, farsi conoscere, creare un curriculum… e questo significa anche scrivere, scrivere e scrivere anche gratuitamente.

Curare il proprio, o i propri blog, perdere tempo sui social, studiare il mercato, la stampa, leggere e rileggere.

Sembra una gran confusione di cose, ma questo è il senso: studiare tutto in continuazione come se non si sapesse nulla ogni giorno.

diventare freelance

E tutto questo intanto lo devi fare cercando di abbandonare il concetto di lavoro sicuro… quello con contratto e busta paga, che a fine mese ti fa arrivare un bel bonifico sul conto in banca. Salutare quel lavoro sicuro che se stai male ti fa arrivare i soldi lo stesso, che se non ti va per un giorno è uguale…vai e “cazzeggi” e domani ricominci.

Essere un freelance, o comunque un lavoratore “indipendente”, se sei abituata al lavoro fisso, è all’inizio un tentativo assoluto di gestire il panico di non guadagnare abbastanza.

Già è proprio questo panico che ti fa perdere l’obiettivo di fondo, imparare e farti conoscere per poi espanderti come una sorta di batterio… perché te lo sei altamente meritato.

Lo stipendio a questo punto è solo la misura della tua bravura e sì…magari non si sarà milionari, ma sinceramente ragazzi QUANTO CI SI SENTE LIBERI QUANDO SI PUÒ ESSERE SE’ STESSI E VIVERE DELLA PROPRIA PASSIONE.

Forse non mi sarei mai convinta a mettermi in gioco, ma a questo punto, costretta dalle circostanze, non posso che provare.

Chi lo sa, magari veramente scoprirò la mia strada, o forse alla fine sarà solo una bella esperienza.

 

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